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La chiesa di San Martino (Ponengo)

La località in cui si trova la chiesetta campestre di San Martino era anticamente chiamata Ponengo, o Podonengo. Non esistono elementi sicuri circa le origini di questa località, anche se il suffisso -engo può collocare con certezza la nascita di Ponengo durante il periodo delle dominazioni germaniche in Italia, tra il VII ed il IX secolo. Risale al 938 un documento che tratta della restituzione di alcuni beni della Villa Podonengo alla Chiesa di Asti. AI rogito dell'atto notarile intervennero anche alcune persone di Cuningo (l'attuale Cunico), in quanto i due paesi appartenevano alla stessa diocesi. La citazione contemporanea di Cunico e Ponengo in questo atto lascia presupporre l'esistenza di interessi comuni, il che comprova l'esistenza di questi due centri già da molto tempo.

La prima chiesa, di origine romanica, venne edificata nel secolo XI ed è presumibile un incremento della popolazione di Ponengo proprio in questi anni. Un elemento che permette la collocazione in questo periodo è stato il rinvenimento in diverse epoche, nei pressi della chiesa, di rilevanti quantità di resti umani: ciò lascia presupporre l'esistenza di un cimitero accanto al tempio, ubicazione usuale per quel periodo.
Verso il 1300, a causa della cosiddetta "morte nera", la peste, il paese si spopolò, sia per il gran numero di vittime che per l'abbandono da parte dei superstiti, i quali cercarono rifugio in luoghi ritenuti più sicuri, tra i quali il riparo sotto le mura del castello di Cunico.
La chiesa di San Martino venne quindi riedificata tra il 1500 ed il 1600; nel 1630, a seguito della peste narrata anche dal Manzoni, la chiesetta ricevette molti quadri votivi di ringraziamento da parte di coloro che erano stati risparmiati da questo flagello.
Attualmente la manutenzione della chiesetta viene svolta con dedizione dagli abitanti dell'attuale Vallera, la frazione di Cunico nei pressi della quale sorge San Martino, i quali continuano così la tradizione degli antichi abitatori di Ponengo.